Slot Machines: Esenzione IVA, Calcolo ricavi netti gestore, esercente, Misure cautelari come l'ipoteca ed il sequestro conservativo
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Slot Machines: Esenzione IVA, Calcolo ricavi netti gestore, esercente, Misure cautelari come l'ipoteca ed il sequestro conservativo

Posted @ 13/08/2012    By Dott. Alessio Ferretti
Posted in [ Contenzioso Tributario, Giochi e Scommesse Slot Machines ] | 0 Comments

Sent. n. 61 del 6 aprile 2009 (ud. 16 marzo 2009) della Comm. trib. prov. di Belluno, Sez. II - Pres. Coniglio, Rel. Fiori

Iva - Giochi e scommesse - Esenzione     

Massima - L'intero sistema di raccolta vede il concorso di tre soggetti: il concessionario,il gestore e l'esercente, terzo raccoglitore.  Il  contratto  che  intercorre  tra  gestore  ed  esercente,   viene   a configurarsi come uno degli strumenti attraverso  i  quali  si  realizza  la raccolta delle giocate e ciò a prescindere  dallo  specifico  contenuto  dei contratti in essere. L'operazione di  raccolta  delle  giocate  rientra  nel campo dell'esenzione oggettiva  dall'applicazione  dell'IVA,  ai  sensi  del richiamato art.10, co.1, nr.6, del DPR 633/1972. La norma di cui all'art. 1, co. 497, della L.311/2004 ha esentato dall'IVA i  proventi  derivanti  dalla attività di raccolta delle giocate.      

Fatto e Diritto - Con ricorso depositato all'Agenzia  delle  Entrate  di Pieve di Cadore in data 01.07.2008 la Società (...)  titolare  di  esercizio pubblico  di  bar  nel  quale   sono   installati   alcuni   apparecchi   da intrattenimento  (comunemente  detti  Videogiochi  e  Videopoker),   impugna l'avviso  di  accertamento  notificato  in  data  06.02.2008  con  il  quale l'Ufficio contesta l'omesso assoggettamento ad IVA per il periodo  d'imposta 2005 dei compensi percepiti per le prestazioni di servizi rese dalla società in qualità di gestore degli apparecchi di  intrattenimento  i  cui  proventi sono  assoggettabili  ad  IVA  con  aliquota   ordinaria,   trattandosi   di corrispettivi acquisiti per l'esercizio della  attività  di  gestore,  sulla base dei contratti stipulati con il concessionario " *****S.r.l.".     

L'Ufficio, muovendo dal p.v. di constatazione della Guardia  di  Finanza di Pieve di Cadore redatto a conclusione di verifica parziale a carico della società e ad essa notificato in data 06.02.2007,  contesta  alla  ricorrente l'omesso  assoggettamento  ad  IVA  ordinaria  del  20%  dei   corrispettivi percepiti nel corso del 2005 dalla " *****S.r.l.", società  gestrice  degli apparecchi di  intrattenimento,  per  l'installazione  degli  stessi  presso l'esercizio pubblico di proprietà  della  società  ed  i  servizi  accessori prestati  dalla  stessa  per  complessivi  Euro  11.863,54  cui  corrisponde un'imposta evasa di Euro 2.376,70, che l'Ufficio procede  a  recuperare  con gli interessi di mora, irrogando contestualmente sanzioni per  pari  importo di Euro 2.377,00.     

La  ricorrente  impugna  l'avviso  di  accertamento  sostenendo  che  le operazioni poste  in  essere  nell'ambito  della  raccolta  delle  scommesse effettuate con apparecchi disciplinati  dall'art.  110  comma  6  del  TULPS 18.06.1931 n. 773, sono esenti da  Iva  in  ragione  della  norma  contenuta all'art. 1 comma 494 della  L.  30.12.2004  n.  311,  anche  alla  luce  dei chiarimenti fomiti con circolare n. 21/E dell'Agenzia delle Entrate. Secondo la ricorrente, i corrispettivi  di  cui  trattasi  attengono  ad  una  delle diverse fasi attraverso cui si effettua la raccolta delle  scommesse  i  cui proventi sono assoggettati a prelievo fiscale alla fonte  mediante  il  PREU (prelievo unico erariale) del 13,5%  sull'intero  ammontare  delle  giocate. Poiché  il  titolare  dell'esercizio  pubblico  dove  sono   collocati   gli apparecchi è titolare di un rapporto diretto  con  il  concessionario  della rete oltre che con il  gestore  degli  apparecchi  l'attività  dallo  stesso svolta ed i relativi compensi, pur  rientrando  nel  campo  di  applicazione dell'Iva, sono tuttavia esenti alla luce della normativa  sopra  richiamata, che fa espresso riferimento, quanto al regime di esenzione, sia  al  gestore degli apparecchi, che al possessore  ed  ai  terzi  attraverso  i  quali  il gestore effettua la raccolta.     

Chiede quindi che il provvedimento sia annullato, previa sospensione  di esso, in  ragione  del  pericolo  che  deriverebbe  all'azienda  dall'inizio dell'azione esecutiva, con condanna dell'Ufficio alla rifusione delle  spese anche in ragione dell'ingiustificato comportamento  tenuto  dall'Ufficio  in sede di accertamento con adesione.     

L'Ufficio si è costituito in giudizio con  memoria  depositata  in  data 14.10.2008, replicando che il  rapporto  tra   ***** S.r.l.  e  la  società ricorrente è di natura meramente commerciale ed  è  del  tutto  estraneo  al rapporto che lega il concessionario della rete al gestore  degli  apparecchi per il quale vale la invocata esenzione. Poiché detto compenso afferisce  al corrispettivo dell'obbligo di custodia degli apparecchi ed al godimento  del diritto di esclusiva esso, anche alla luce della richiamata  circolare,  non rientra tra le operazioni esenti che attengono  esclusivamente  al  rapporto tra concessionario ed esercente.

Conclude opponendosi  all'accoglimento  del ricorso e alla richiesta sospensiva deducendo la mancanza del  fumus  e  del periculum in mora in ragione della modesta entità della somma pretesa.     

Il  collegio,  con  ordinanza   in   data   01.12.2008   sospendeva   il provvedimento impugnato ritenendo sussistente  il  fumus  boni  iuris  della impugnazione proposta fissando l'udienza di discussione al 16.03.2009.     All'udienza  di  discussione  del  merito  le  parti   insistevano   per l'accoglimento delle rispettive conclusioni.     Ritiene il Collegio  che  il  ricorso  sia  fondato  e  meriti  pertanto accoglimento.     Merita in proposito ricordare  che  fino  al  30.04.2004  l'attività  di noleggio e gestione  di  apparecchi  da  intrattenimento  in  Italia  veniva esercitata  attraverso  due  soli  soggetti  di  riferimento:  il   gestore, proprietario degli apparecchi da intrattenimento,  e  l'esercente,  cioè  il titolare dell'esercizio pubblico in cui gli apparecchi erano collocati.     

Per la gestione dell'attività di noleggio, il rapporto  tra  gestore  ed esercente doveva inquadrarsi nell'ambito dei rapporti di natura  commerciale concernenti la reciproca prestazione di servizi: quello  di  concessione  in uso dell'apparecchio, manutenzione, funzionamento ed incasso  delle  giocate da parte del gestore e quello di  fornitura  della  locazione,  custodia  ed allacciamento alla rete elettrica da parte dell'esercente.     

Le prestazioni effettuate dall'esercente  venivano  compensate  con  una percentuale degli importi delle giocate su fattura emessa  dall'esercente  e imputata a costi dal gestore.     

Il regime fiscale applicato dipendeva dai decreti ministeriali di  volta in volta emanati, nella maggior parte dei casi  soggetti  ad  imposta  sugli intrattenimenti  (ISI),  mentre  il  regime   IVA   dipendeva   dall'opzione effettuata o meno dal gestore per il regime ordinario o forfetario.     L'introduzione  sul  mercato  delle  nuove   tipologie   di   apparecchi denominati  "videopoker",  induceva  l'Amministrazione  ad  intervenire  per regolare nuovamente la materia mettendo al bando videopoker ed  introducendo una nuova tipologia di apparecchi definiti dall'Amministrazione dei Monopoli di Stato "New Slot", soggetti alla disciplina dell'art. 110 c. 6 TULPS,  che consentono  agli  utilizzatori  vincite  di   denaro   secondo   percentuali prefissate per legge.     Secondo la normativa disciplinatrice della  materia,  detti  apparecchi, per essere installati e gestiti, devono  essere  preventivamente  collegati, via cavo, alla rete telematica  del  A.A.M.S.  per  il  tramite  di  società concessionarie aggiudicatane della concessione a seguito di gara.     

Le New Slot, prima di essere Installate,  devono  essere  provviste  dei nulla  osta   di   produzione   e   di   messa   in   esercizio   rilasciati dall'Amministrazione;  le  stesse  vengono  successivamente  installate  nei pubblici esercizi e collegate mediante apposito strumento (P.D.A.) alla rete telematica che funge da strumento di controllo informatizzato.     Per  la  gestione  degli  apparecchi,  viene  normalmente  prevista   la sottoscrizione di due distinti contratti: il primo tra la concessionaria  ed il gestore, che regola gli impegni assunti dal secondo nella installazione e gestione degli  apparecchi  in  conformità  con  la  disciplina  dettata  in materia; il secondo tra la concessionaria e l'esercente, il quale si obbliga ad escludere dal gioco i minori, ad attivare le procedure di blocco in  caso di mal funzionamento ecc.     L'intero sistema organizzato è finalizzato alla raccolta  delle  giocate dagli apparecchi che comporta sul gioco di 100,00 Euro, l'erogazione del 75% per vincite, con un netto residuo di Euro 25,00, sul quale viene  effettuato il prelievo unico erariale del 13,5% sull'intera  giocata  (poi  ridotto  al 12%), residuando quindi la somma di Euro  11,50,  -  sul  quale  vengono  ad incidere Euro 1,30, - per canone di concessione e canone di rete, residuando quindi, a favore di gestore ed esercente,  Euro  10,20,  cosicché  la  somma residua della raccolta, al netto della PREU ammonta complessivamente ad Euro 11,50.     

Alla luce di quanto  esposto  risulta  pertanto  evidente  che  l'intero sistema di raccolta vede il concorso di tre soggetti: il concessionario,  il gestore e l'esercente, che nella circolare dell'Agenzia  delle  Entrate  21E del 13 maggio 2005 viene individuato quale terzo raccoglitore.     E' del tutto evidente che, in assenza di  tale  soggetto,  non  potrebbe farsi luogo alla raccolta delle scommesse, tanto  più  che  il  collegamento dell'apparecchio installato all'interno dell'esercizio pubblico con la  rete telematica, è lo strumento attraverso il quale viene esercitato il controllo sulla gestione dello stesso.     Il contratto che intercorre tra gestore ed  esercente,  viene  perciò  a configurarsi come uno degli strumenti attraverso  i  quali  si  realizza  la raccolta delle giocate e ciò a prescindere  dallo  specifico  contenuto  dei contratti in essere che  molto  spesso  sono  stati  congegnati  secondo  le procedure precedentemente in vigore ma che, in realtà, disciplinano la messa a disposizione dei giocatori degli strumenti per effettuare le scommesse.     

Orbene, l'art. 1 c. 497 della L. 30.12.2004 n.  311  (Legge  finanziaria 2005), ha disposto che "l'esenzione di cui  all'art.  10,  1  c.  n.  6  del Decreto del Presidente della Repubblica 26.10.1972 n. 633  si  applica  alla raccolta delle giocate con gli apparecchi de intrattenimento di cui all'art. 110 c. 6 del T.U. delle Leggi di Pubblica Sicurezze di cui al Regio  Decreto n. 18 giugno 1931 n. 773 e successive modificazioni, anche relativamente  ai rapporti tra i concessionari della rete per  la  gestione  telematica  ed  i terzi incaricati della raccolta stessa".     Ne consegue che l'operazione di raccolta delle giocate rientra nel campo dell'esenzione oggettiva dall'applicazione dell'IVA ai sensi del  richiamato art. 10, c. 1, n. 6 del D.P.R. 633/1972.     A tal  proposito  la  circolare  dell'Agenzia  delle  Entrate  21/E  del 13.05.2005, all'art. 7, ha espressamente precisato che "l'esenzione  IVA  di cui all'art. 10, primo comma, n. 6 del  D.P.R.  633/1972,  si  applica  alla raccolta delle giocate con gli apparecchi da intrattenimento di cui all'art. 110,  comma  6  del  TULPS...,  anche  relativamente  ai  rapporti   tra   i concessionari della rete per la gestione telematica ed  i  terzi  incaricati della raccolta stessa...

Per  quanto  riguarda  l'individuazione  dei  terzi incaricati  della  raccolta,  l'A.A.M.S.  ritiene  che,   dall'esame   della normativa e della concreta situazione del comparto, è possibile  individuare due figure di soggetti (operatori del concessionario) che effettuano  per  i concessionari  stessi,  la  raccolta  delle  giocate:  l'esercente   ed   il possessore degli apparecchi".     Alla luce della autorevole interpretazione dell'Agenzia  delle  Entrate, sembra dunque certo che la norma di cui al più volte citato art. 1,  c.  497 della L. 311/2004, abbia inteso di esentare dall'IVA  i  proventi  derivanti dalla attività di raccolta delle giocate che ammontano, secondo  il  riparto sopra illustrato, all'11,5%  delle  somme  giocate,  tant'è  che  la  stessa circolare  ha  successivamente  a  precisare  che   "in   tal   modo   viene sostanzialmente esentato  ai  fini  IVA  l'importo  stabilito  nella  misura massima dell'11,5% delle giocate, che rappresenta la  remunerazione  per  la prestazione  dell'attività  di   gioco,   comprensivo   del   compenso   del concessionario e dei corrispettivi dallo  stesso  concessionario  pagati  ai soggetti incaricati della raccolta".     

Ne consegue che l'attività svolta dall'esercente,  risultando  collegata da un nesso funzionale a quella del concessionario che agisce attraverso  il gestore, non può che rientrare  anche  dal  punto  di  vista  fiscale  nella attività di raccolta delle scommesse.     

Cosicché  del  tutto  correttamente  sia  il  gestore  che   l'esercente provvedono ad iscrivere direttamente le proprie quote di spettanza derivanti dalla raccolta delle giocate tra i  propri  ricavi  quali  risultanti  dalle distinte di  incasso  che  non  costituiscono  documenti  fiscali  in  senso proprio, ma rappresentano documenti riepilogativi che  coinvolgono  tutti  i soggetti che intervengono nella raccolta.     

Dello stesso avviso si sono pronunciate, a quanto consta, la Commissione Tributaria Provinciale di Nuore Sez. III, con sentenza  n.  319/07  in  data 04.10.2007 e la  I  Sezione  della  Commissione  Tributaria  Provinciale  di Belluno con sentenza n. 49/08 in data 07.10.2008.      

P.Q.M. - Alla  luce  delle  esposte  considerazioni  il  ricorso  merita accoglimento.     Giuste  ragioni  concernenti  la  non  agevole   interpretazione   della normativa ed il non  univoco  orientamento  di  dottrina  e  giurisprudenza, inducono a compensare le spese tra le parti.  


 
 

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